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LEONCA36

IL SENSO DELL'ONORE!

diario 29/9/2013

Mi rivolgo quasi dieci milioni di italiani che hanno permesso a Berlusconi di tenere in mano il destino di un paese sessanta milioni.
 Da più parte sento, e leggo, che siamo in una guerra economica. Che io sappia in tempo di guerra i cittadini di qualsiasi colore, all'unisono, vanno in trincea a combattere il nemico. Ci sono stati uomini che hanno dato il loro petto, al fuoco delle armi, per difendere la patria. 
Il senatore Berlusconi, che spesso si è portato la mano al cuore proclamando il suo amore e onore, non sente il dovere di sacrificarsi per la PATRIA! 
O quella mano stava a indicare la difesa del suo portafoglio? Dice che c'è la con la magistratura, con la sinistra, ecc..ecc...e con questo? 
Che centrano i disoccupati, le famiglie povere, le aziende che chiudono, i tanti che si suicidano per disperazione, mentre lui si arricchisce sempre più? 
Non sarebbe ora di un singulto d'onore, DA PARTE DI CHI AVUTO TANTO DAL SUO PAESE?



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L'ultima arrivata (2)

diario 26/6/2013

Lui- «Non posso, lo data già a te, gli altri lo sanno, se vedono che la ritiro per darla a uno di loro,” penseranno”chi sa che cosa, e tu, non vuoi questo, vero?

Io « Cos’è, un ricatto questo »

Lui « Ma che ricatto, e ricatto! Hai trenta anni, Femia, ti scandalizza ancora sentire la parola “pene” O cazzo, come dir si voglia »

Ha questo punto entra lei, il terza incomoda, l’ultima arrivata,

si, insomma, la novellina fresca d’impiego di appena dieci giorni, non ha ancora ricevuto il primo stipendio.

« Eccoti qua, proprio te cercavamo, vero “Massimo”»

Lui mi guarda, io di rimando gli faccio l’occhiolino, quello che si fa quando uno deve accondiscendere a quello che dice l’altro: ha capito.

« E’ vero Milena, Femia ed io, cercavamo proprio te. Comunque sarà lei a delucidarti sulla nuova pratica, vero Femia? »

« Si, certo, nulla incontrario, anzi sarò felicissima d’aiutare la nostra cara Milena »

Massimo porge la cartella con la pratica alla sottoscritta, accompagnato con un’occhiataccia di quelle brutte, quella che vogliono dire: hai fatto la furba, ora vedi di istruirla bene, perché se va a puttana il cliente, sono cazzi tuoi, hai capito?

Gli faccio un sorriso da ventiquattro carati, che vuol dire: non preoccuparti, caruccio, so quello che faccio!

Tutto questo casino perché uno stronzo di cliente vuole assicurarsi il “pene”, si quello, il cazzo. Un bavoso vecchio rincitrullito, si dipinge i capelli, il viso imbrattato di creme per nascondere le rughe: vuole assicurarsi il cazzo! Prendo Milena sottobraccio, la cartella sotto l’altro, ci avviamo nel mio ufficio.

« Bene, cara Milena, a noi due. Tu sai come si stipula una polizza, vero? Sì, è quello che immaginavo. Questa che ti proponiamo è un picicinino diverso dal solito »

Dopo aver illustrato per benino, senza che lei facesse nessun’obiezione, chiudo la cartella consegnandogliela. Lei mi guarda con il sorriso furbetto mi fa.

« Ora che ti ho tolto le castagne dal fuoco, merito un caffè?»

Il mio viso deve denotare più che uno stupore, hai capito! La novellina! Ha capito tutto, ed io che pensavo d’essere furba. Alla fine gli sorrido anch’io.

« Meriti più che un caffè, mia cara Milena, ci hai messo nel sacco a tutti e due. Con questo, non credo dispiaccia portare tu avanti la pratica, vero? Comunque io sono sempre qui per qualsiasi chiarimento »

« Ok, non preoccuparti, me la caverò, se avrò bisogno so dove trovarti. Per il caffè, come la mettiamo?»

La sera stessa, a chiusura d’ufficio, andiamo a consumare il caffè, sedute ad un tavolino di un bar alla moda. Abbiamo sguardi di vogliosi giovanotti addosso, sarebbero felici farci la festa. Milena fa di tutto per provocarli, quelli più si ringalluzzivano. Manca poco che uno di quelli non salta a cavalcioni Milena. Meno male abbiamo la macchina a poche decine di metri dal locale, perché quelli, se ci avventuriamo per strade poche frequentate, hanno occasione sicura per violentarci. Glielo riferisco, consigliando di smettere di provocarli, lei per tutta risposta apre la borsa e mi mostra l’armamentario di difesa; spray al peperoncino, pistola a scarica elettrica, più un aggeggio che non saprei come chiamarlo.

« Con tutto questo armamentario pensi di andare in guerra?»

In quel bar non ci siamo più andate, in molti altri sì. È non solo bar, cinema, ristoranti, teatro, siamo diventate amiche. Della pratica del cazzo non si parlò mai lei ha condotto in porto senza nessun aiuto da parte mia o di Massimo. Non gli ha assicurato solo il cazzo al bavoso, gli ha fatto tre polizze, pene, testicoli e buco del culo. Ha detto, “candidamente”, che era inutile assicurarsi il cazzo se poi i testicoli e il buco del culo, stando nei paraggi, correvano lo stesso pericolo.

Più volte il giorno, ci salutiamo attraverso la vetrata del mio ufficio con la mano, la sua scrivania è proprio davanti al mio ufficio. La sera si esce dal lavoro insieme. Dopo un po’ abbiamo pensato; è inutile venire a lavoro con due auto, mi è sembrato giusto.

Spesso con la scusa di chiedere consigli sta da me più del dovuto, parliamo del più e del meno. Conosce un sacco di barzellette, alcune anche spinte e stimolanti. Oltre ad essere, una bella e giovane, ha ventiseienni, la ragazza è simpatica e intelligente. Se fossi un uomo, ti sposerei, gli dico.

Un po’ alla volta ci siamo accorte di avere molte cose in comune, gli stessi gusti nel vestire, nel mangiare, ci piace da morire la pizza, accompagnata dalla birra scura e fredda. Non abbiamo avuto nessuna controversia in fatto di scelta di film o d’opera teatrale.

Una settimana fa, era un sabato sera, uscite dal cinema, pioveva a dirotto, lei mi fa.

« Femia, mi rompe andare a casa a quest’ora. Tanto domani e domenica, non abbiamo nessun programma, vengo a stare da te questa notte, che ne dici? Ti va l’idea? »

Che c’è di strano: gli rispondo. Con il pigiama o vestaglia come la mettiamo? Uno dei miei ti dovrebbe andare bene? Ma no, mi fa, nessun problema io dormo nuda.

È così, dopo le incombenze serali, i denti, la pipì, e il bidè, ci siamo messi sotto le lenzuola. Non appena messo nel letto mi si stringe contro poggiando la testa sulle mie tette.

« Che fai? Ascolti il mio battito cardiaco, ti posso assicurare che mi sento bene.»

« Ti voglio bene, Femia »

« Anch’io te ne voglio, Milena»

« Io te ne voglio di più »

« Come fai a dirlo? Lo misuri con il metro? »

Lei per tutta risposta, alza la testa dalle mie tette, mi ficca in bocca, dieci e più centimetri della sua lingua rigirandola in cerca di qualcosa che non trova. Perché non mi sono staccata da quel risucchio? Perché non l'ho buttata fuori dal letto e giù dalle scale? La novità mi aveva lasciato di sasso, poi più semplicemente, cominciavo a provare gusto. Una remora di femminilità è insorta.

« A me piacciono gli uomini, Milena »

« Anche a me, Femia »

« È da tutta una vita che aspetto il mio principe azzurro, Milena »

« Anch’io l’aspettavo, Femia »

« Perché l’aspettavi, l’hai trovato, Milena »

« Sì, Femia lo trovato »

Così dicendo mi rificca la lingua in bocca in cerca della mia.

A questo punto ho pensato chiarire bene, come si dice, “mettere i puntini sulla i”.

« Frena il tuo entusiasmo, Milena, ti voglio bene ma non fino a questo punto, credo di non essere Gay, ne ho voglia di scoprirlo. Il mio sogno è, e rimane, il Principe Azzurro, chiaro?»




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L'ULTIMA ARRIVATA ( 1 )

diario 31/5/2013

Non riesco dormire, proprio non c’è la faccio nonostante sono stanca. Un filo di luce trova spazio tra le due ante della tenda per arrivare fino ai piedi del letto. Chi divide il letto con me dorme ancora.

Faccio piano a sgaiattolare fuori del letto per non disturbare, raccatto le vesti buttate via la sera prima, sono disseminate un po’ ovunque. Fuori l’aria è fresca, siamo a maggio, il sole fa capolino da sud-est, dal promontorio davanti alla casa. La frescura del mattino si fa sentire, finisco di vestirmi sulle poche scale del … non so come chiamare l’abitazione, mi è stato assicurato prima era casolare di campagna ristrutturato, ora sorto a più moderno cottage, anche se a me non sembra.

È proprio una bella giornata, accertatomi di questo, mi avvio lungo il viottolo che dovrebbe portarmi al fiume, dico dovrebbe perché così mi è stato riferito. Sono nuovo del posto, ospite gradito per il weekend, dal mio anfitrione.

Sento il ritmico scroscio d’acqua scendere a valle, pochi passi ancora immergerò le gambe nell’acqua fredda del…, chiama-rlo fiume quel che vedo è inappropriato, la definizione giusta potrebbe essere torrente, perché non è un rigagnolo né un fiume. L’acqua è alta poco più di trenta, quaranta centimetri, da più parte pietre levigate fuoriescono per permettere ai perditempo come la sottoscritta, attraversarlo senza togliersi le scarpe. Io, invece le scarpe le tolgo ben volentieri, il mio intento è quello mettere i piedi nell’acqua gelida, per stimola-re il mio sistema elettroencefalogramma. Ne ho bisogno. Dopo pochi metri mi accorgo l’acqua gelida più che stimolare il mio sistema lo congelerà se continuo andare avanti, credo già avere le labbra livide. Raggiungo un grosso masso posto al centro del torrente, mi ci siedo, tiro su le gambe, poggio il

mento sulle ginocchia, osservo l’acqua scendere gorgogliante a valle. Non avrei mai pensato di trovarmi dove sono e con chi. Almeno queste erano le mie intenzioni.

Tutta la vita ho aspettato il mio principe azzurro. Per vent’anni ho avuto la sindrome del matrimonio perfetto. Fin dalla tenera età, ho giocato agli sposi con le bambole, la mia favola preferita è stata “La bella addormentata”, senza sminuire “Cenerentola”. Quanti buoni propositi!

Ora son qui a mirare ciottoli levigati da millenni di fruscio d’acqua. Mi chiedo se quel sasso laggiù, sì quello, proprio quello, con un po’ di muschio sopra, chissà quant’acqua a visto passare sul suo dorso. E oggi, è ancora lì, silenzioso, inamovibile, forse si chiede: che hai da borbottare per così poco, sei giovane. Ne deve passare di acqua lungo l’arco della vita, prima che il muschio ricopra il tuo riposo eterno.

Gli rispondo: senti bel tomo, sarà pure cosa da niente per te, visto da quanto riposi, ma non lo è per me! Giacché non sono prossima al mio riposo eterno! Messo i puntini sugli... ritorno alle mie riflessioni.

Un giorno, come tanti altri, litigavo con Massimo Bugatti, oddio, proprio litigare non direi, diciamo era una vivace conversazione? Lui dovrebbe essere, in verità lo è, il mio capoufficio. Il motivo del diverbio? È presto detto, ascoltate!

Io- «L’hai fatto a posta a passare a me la pratica di quel malato di cervello, vecchio, bavoso e rattoso.»

Lui-«Femia, è una polizza come le altre, trattala con distac- co come hai sempre fatto finora.»

Sì, mi chiamo Eufemia Grassotta, ma non lo fate sapere in giro, vi prego!

Lui ancora- «Quella è’ una parte del corpo come lo sono tante altre, braccia, gambe, dita, orecchie, capelli……»

Io- «Non dire altro, ho capito, comunque insisto, dalla qualcun altro “la pratica”, quel porco mette troppa enfasi nel dire, cazzo, vedessi lo sguardo che fa.»

Lui- «Non posso, lo data già a te, gli altri lo sanno, se vedono che la ritiro per darla a uno di loro,” penseranno”chi sa che cosa, e tu, non vuoi questo, vero?

Io « Cos’è, un ricatto questo Massimo »

Lui « Ma che ricatto, e ricatto! Hai trenta anni, Femia, ti scandalizza ancora sentire la parola cazzo, fica, zinne? Fre-gatene come guarda tra le tue gambe.»

Ha questo punto, come il cacio sui maccheroni entra lei, l’ultima arrivata,si, insomma, la novellina fresca d’impiego di appena dieci giorni, non ancora ricevuto il primo stipendio.

« Eccoti qua, proprio te cercavamo, vero

Lui mi guarda, io di rimando gli faccio l’occhiolino, quello che si fa quando l’altro deve accondiscendere a quello che fa l’occhiolino: ha capito.

« E’ vero Milena, Femia ed io, cercavamo proprio te. Comun- que sarà lei a delucidarti sulla nuova pratica, vero Femia? »

« Si, certo, nulla incontrario, anzi sarò felicissima d’aiutare la nostra cara Milena »

Massimo porge la cartella con la pratica alla sottoscritta, accompagnato con un’occhiataccia di quelle brutte, quella che vogliono dire: hai fatto la furba, ora vedi di istruirla bene, perché se va a puttana il cliente, sono cazzi tuoi, hai capito?

Gli faccio un sorriso da ventiquattro carati, che vuol dire: non preoccuparti, caruccio, so quello che faccio!

Tutto questo casino perché uno stronzo di cliente vuole assicurarsi il “pene”, si quello, il cazzo.




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CHIACCHIERE SOTTOVUOTO!

diario 29/5/2013

Poi si lamentano dell'affluenza al voto! Solo sentirli parlare ti passa la voglia di andare a votare. Scommetto la mattina s'incontrano per mettersi d'accordo cosa dire nella giornata, perché quando hai sentito uno, puoi fare a meno di sentire gli altri, tanto dicono le stesse cose.

Alemanno si lamenta per il derby capitolino, come se quelli che assistevano alla partita, allo stadio o in televisione, avessero votati tutti per lui.

Grillo e i suoi adepti ce l'hanno con i media perché si sono sentiti estromessi dai giornali e televisioni, senza sapere che sarebbe andato molto peggio se continuavano a parlare a vanvera ai telespettatori.

I Berluskazz hanno la bava alla bocca a furia di farci sapere quanto amano il loro leder, sfido io, se non lo facessero andrebbero a zappar patate, perché oltre quello non vedo che altro potrebbero fare.

C'è qualcuno che in tutto questo a trovato modo di sorridere di nuovo, il prode Bersani! Consolandosi che tutti sono andati molto peggio del PD, si è affacciato alla cronaca per far vedere che lui è ancora vivo e vegeto!

Come se non bastasse i media ci mettono del loro a rendere, come ce ne fosse bisogno, ancora più indigeribile lo spettacolo. Gli unici che in questo periodo vanno alla grande sono i comici. A Ballarò una volta finito la satira di Crozza, puoi anche cambiar canale.

Da Santoro il bravo vetero comunista Vauro, è alla fine dello spettacolo, se così si può chiamare, per far rimanere gli spettatori ad assistere alle sue non sempre simpatiche barzellette.

Mi chiedo se i committenti pubblicitari sanno che fine fa la loro pubblicità? Ma sì! a loro non gli frega più di tanto! Loro le spese sostenute per essa, se no facessero pubblicità, dovrebbero sommarlo come reddito.

Una volta si diceva:la pubblicità è l'anima del commercio, bisognerebbe rimodulare i parametri, la saturazione è un fatto compiuto, come essa appare molti cambiano canale, prima, ora da quanto le TV si sono messi d'accordo di farla tutti alla stessa ora, la spengono definitivamente, si accende il PC, si guarda, si legge quello che pare e piace, senza contare delle volte si scrive pure!






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A PENSAR MALE..........

diario 26/5/2013

A pensar male a volte c'azzecca, Diceva uno che aveva esperienza a riguardo, per averlo fatto come lavoro quotidiano. Se rifacessimo la storia, del nostro paese, negli ultimi venti e più anni, ci accorgeremo quando sono iniziati i guai.

La maledizione non ci è piombata addosso tutto un tratto, è stata studiata a tavolino, inequivocabilmente, da menti malavitose e criminale.

Credo che grosso modo quello che si dissero è questo: per avere il controllo del paese cosa bisogna fare? Acquisire il controllo economico illegale è legale, quello illegale già sappiamo come si fa, quello legale ci dobbiamo attrezzare.

Come si attrezzarono?

Puntando su uomini già nell'aria politica, del business, e dei media. Credo non ci sia bisogno fare nomi per capire chi sono questi nomi, basta scorrere la storia ed i fatti accaduti in questo lasso di tempo menzionato.

Ai primi anni novanta il governo fece approvare una legge che liberalizzava il gioco d'azzardo, sembrò una libertà, almeno così l'ha presentarono. Invece fu la parola "sesamo" quella che aprì la porta, ad Alì, al tesoro dei 40 ladroni.

Un imprevisto stava per cambiare le aspettative dei malavitosi. Uno di questi cadde nelle mani della legge. In breve la scena politica ebbe uno scossone travolgendo tutta la vecchia politica. A quel punto urge correre ai ripari, fare accedere alla politica uno che già aveva le mani in pasta, e che già usufruiva dei loro servizi.

Ancora una volta è inutile fare nomi perché credo che anche le pietre di tutto il paese conosce questo nome.

La sua ascesa è fulminea, ha alle spalle la più grossa organizzazione malavitosa mondiale, è la più efficiente rete di comunicazioni del paese, senza contare illimitatezza economica sua e di chi è alle sue spalle.

Aggregando mezze tacche di uomini politici, tutti i fuoriusciti da partiti condannati a dissolversi sotto il maglio della legge, mise su un suo partito. Sappiamo dove ha condotto L'italia e quanto ha impoverito la maggior parte degli italiani. Sappiamo anche quanto più si è arricchito lui.

E' non è finita qui, il perché lui vuole comandare ancora la politica del nostro paese è per non permettere che si cambino le leggi che lui ha fatto approvare dai suoi scagnozzi. E' qui si ritorna da dove tutto cominciò, a quella famosa legge che liberalizzò il gioco d'azzardo.

Oggi, se si abolisse quella legge, i malavitosi è il loro braccio operativo nella legalità, perderebbero decine se non centinaia di miliardi di euro all'anno. Ditemi voi se questo non è un buon motivo per rimanere sempre all'apice del comando politico.

Se qualcuno avesse qualche dubbio, si informi chi sono le società interessate nel gioco d'azzardo!





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A pensar male.........

diario 26/5/2013

A pensar male a volte c'azzecca, Diceva uno che aveva esperienza a riguardo, per averlo fatto come lavoro quotidiano. Se rifacessimo la storia, del nostro paese, negli ultimi venti e più anni, ci accorgeremo quando sono iniziati i guai.

La maledizione non ci è piombata addosso tutto un tratto, è stata studiata a tavolino, inequivocabilmente, da menti malavitose e criminale.

Credo che grosso modo quello che si dissero è questo: per avere il controllo del paese cosa bisogna fare? Acquisire il controllo economico illegale è legale, quello illegale già sappiamo come si fa, quello legale ci dobbiamo attrezzare.

Come si attrezzarono?

Puntando su uomini già nell'aria politica, del business, e dei media. Credo non ci sia bisogno fare nomi per capire chi sono questi nomi, basta scorrere la storia ed i fatti accaduti in questo lasso di tempo menzionato.

Ai primi anni novanta il governo fece approvare una legge che liberalizzava il gioco d'azzardo, sembrò una libertà, almeno così l'ha presentarono. Invece fu la parola "sesamo" quella che aprì la porta, ad Alì, al tesoro dei 40 ladroni.

Un imprevisto stava per cambiare le aspettative dei malavitosi. Uno di questi cadde nelle mani della legge. In breve la scena politica ebbe uno scossone travolgendo tutta la vecchia politica. A quel punto urge correre ai ripari, fare accedere alla politica uno che già aveva le mani in pasta, e che già usufruiva dei loro servizi.

Ancora una volta è inutile fare nomi perché credo che anche le pietre di tutto il paese conosce questo nome.

La sua ascesa è fulminea, ha alle spalle la più grossa organizzazione malavitosa mondiale, è la più efficiente rete di comunicazioni del paese, senza contare illimitatezza economica sua e di chi è alle sue spalle.

Aggregando mezze tacche di uomini politici, tutti i fuoriusciti da partiti condannati a dissolversi sotto il maglio della legge, mise su un suo partito. Sappiamo dove ha condotto L'italia e quanto ha impoverito la maggior parte degli italiani. Sappiamo anche quanto più si è arricchito lui.

E' non è finita qui, il perché lui vuole comandare ancora la politica del nostro paese è per non permettere che si cambino le leggi che lui ha fatto approvare dai suoi scagnozzi. E' qui si ritorna da dove tutto cominciò, a quella famosa legge che liberalizzò il gioco d'azzardo.

Oggi, se si abolisse quella legge, i malavitosi è il loro braccio operativo nella legalità, perderebbero decine se non centinaia di miliardi di euro all'anno. Ditemi voi se questo non è un buon motivo per rimanere sempre all'apice del comando politico.

Se qualcuno avesse qualche dubbio, si informi chi sono le società interessate nel gioco d'azzardo!





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PENSIERO, CALMA PIATTA!

diario 27/4/2013

Pensiero; calma piatta! L'economia, è per essa, chi detiene in mano le redini della finanza, hanno, e continuano a farlo, cercare di non permettere ai comuni mortali di pensare.

 Oggi non è permesso pensare. Perché se pensi molte cose non le fai, in questo modo gli altri t'inducono a fare quello che a loro fa comodo e interessa.

 Se stai ore su Facebook, non leggi un giornale o un libro, se guardi la TV imbottita di pubblicità, non pensi di scrivere, passeggiare, visitare un museo. Nel 2013 senza che ci siamo resi conto, siamo nel pieno di una dittatura di NO pensiero. Gli sforzi della finanza sono tutti rivolti a questo. Si sono permessi di promulgare lo spot: con la cultura non si mangia. Letteralmente è vero, non si può mangiare un libro. 

Ma il loro fine non è quello, è leggendo apprendi, capisci, ti confronti, PENSI se la tua idea e quella dell'altro coincidono, o non la condividi. Non credo avremmo letto, o leggeremo, opere come quelle di Dante, Manzoni, Dostoevskij,Miller, Eco, se questi non avessero avuto tempo di Pensare! Meditate, meditate gente, ma innanzitutto, PENSATE, evitate che vi portino il cervello al macero!



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APPENA NATO E' GIÀ VECCHIO!

diario 23/4/2013

Gli anatemi di grillo mi sanno tanto di vecchio, sono passati dieci mesi è già perde pezzi per strada, forse è per questo che siamo il popolo più longevo d'Europa, da noi si invecchia subito, appena nati!

Il giovane e pimpante Napolitano al via per un altro settennato, con gli auguri di molti, per un altro rinnovo.
Abbiamo rifiutato di eleggere la Gabanelli, 59anni, giovanissima, Rodotà, 80anni, ancora troppo giovane.

Da noi il classico non invecchia mai, usato sicuro, buono per tutte le stagioni. I giovani devono farsi le ossa, non fa niente se poi al momento le hai fragile, porose, anchilosate. Non è che abbiamo il gusto sadico della sofferenza ed è per questo che l'eleggiamo al massimo grado?

Non abbiamo un'età intermedia, da noi vai via di casa, dei tuoi genitori, a 50anni, fino allora sei è rimani un bamboccione, è difficile che hai un posto di lavoro, per cui dividi con il tuo vecchio la sua misera pensione.

Ci meravigliamo perché non si fanno più figli, poi diciamo a chi li fa; e ora come li mantieni? Abbiamo il gusto della barzelletta, è tornata di moda quella della Regina che diceva al popolo: non hai il pane? E mangiati le brioches!

E' per questo che Berlusconi invitava gli italiani a spendere, di uscire la sera per andare ai ristoranti, al teatro, al cinema, insomma a divertirsi, fare la bella vita, perché angustiarsi se non hai lavoro! Divertiti che ti passa, fa come faccio io, con un bel "bunga, bunga"!

Di questo passo fra poco l'Italia farà parte del terzo, o quarto mondo, solo che saremo solo noi a fare la danza del vero bunga, bunga, perché nel frattempo i popoli dell'Africa saranno tutti emancipati.




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DORMI, E' ANCORA NOTTE!

diario 22/4/2013

E' così che diceva la mamma al bimbo che chiedeva da mangiare. Teneva le imposte chiuse in modo non filtrasse la luce del mattino, il sole. Non aveva da che dargli la povera donna, li faceva risparmiare energie.

Credo che molte mamme italiane e non, dovranno adottare lo stesso sistema fra non molto, qualcuna, forse in Grecia, pare l'abbia già messo in funzione.

Mentre tutto questo è sotto i nostri occhi: gli italiani che fanno? UN CAZZO! Ecco cosa facciamo. Più che un popolo sembriamo una maionese impazzita, ci sbattiamo tanto per poi liquefarci senza produrre niente.

Per noi andrebbe bene un governo composto da numero di ministri dispari, pensando che tre sono troppi!

Una specie di governo casalingo dove chi comanda è, ineluttabilmente, chi porta lo stipendio a casa.

I politici italiani sono come i pini napoletani: secolari. Hanno, con il tempo, messo su una scorza dura, difficile scalfirla. Sono belli ammirarli, ( i pini) ma da lontano. Su i suoi rami, appollaiati, colombi, tortore: per cui si sconsiglia di non camminarci sotto senza ombrello.

Come i politici le sue radici si diramano tutto intorno a lui, sollevando il piano stradale recando danno ai poveri cittadini. Per rimuoverli non basta il buon senso, ci vuole un'ordinanza cittadina, dopo il disastro però!

Il popolo dei cittadini( M5S), Rivoluzione civile, Il popolo dei moderati, Il popolo viola, il popolo di giustizia è libertà, Il popolo della libertà! Tutti insieme dovremmo farci una passeggiata sotto uno dei tanti viali del napoletano adorni di pini secolari, per ricevere la giusta ricompensa dai nostri beneamati piccioni!






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La Fiducia dove sta?

diario 21/3/2013

Nel primo dopoguerra era in auge, a Napoli, una canzone popolare che ben presto invase l'Italia tutta, arrivando presto oltre frontiera. La fece conoscere per primo il bravo Nino Taranto, la riprese molti anni dopo la brava Gabriella Ferri. La canzone? Zazà!

Il povero innamorato andava in cerca tra le macerie della guerra la sua donna, il suo amore, gridando a destra e a manca: dove sta Zazà, chi la trovasse che la portasse a me.

Oggi sulla falsa riga di Zazà, tra le macerie di un paese in declino, potremmo chiederci; dov'è la fiducia?

Senza la fiducia non esistono democrazie! Uno Stato che sorveglia i suoi cittadini non ha fiducia in essi!

Cittadini che non pagano le tasse, portano i lori guadagli a l'estero, non hanno fiducia dello Stato.

Un governo che fa una legge elettorale per non fare scegliere ai cittadini il proprio parlamentare, non ha fiducia negli elettori!

Il potere esecutivo non ha fiducia del potere legislativo, il quale non ha fiducia in quello esecutivo! Un capo di governo si nasconde alla legge perché non ha fiducia in essa!

Gli elettori che votano secondo umore, ed interessi propri, non hanno fiducia in loro stessi! Quando scegliere un governo diventa guerra di bande, non si ha nessuna fiducia nel prossimo!

Non ci sono più ideali, ci guardiamo in cagnesco, arrabbiati l'uno con l'altro. Non c'è competizione, c'è sopraffazione dell'avversario, non c'è mediazione perché non si ha fiducia dell'altro!

Mentire, dire bugie, rubare, promettere cose irrealizzabili, è diventato lo sport di chi poi dovrebbe governare il paese, pur sapendo d'essere nell'impossibilità di farlo!

Uomini che si erigono a salvatori della patria in nome della democrazia, poi dimostrano di non aver fiducia in essa. Cittadini che eleggono un parlamento di sfiduciati, perché essi non hanno il potere di legiferare!

Parlamentari sorvegliati a vista perché non hanno la fiducia del capo, per evitare che questi commettano atti in tutta coscienza e libertà!

Come la mettiamo? Riusciranno "i nostri eroi" a salvarci dal fiume di merda e condurci sulla riva?

Se manca la fiducia in noi stessi, e in chi cerca di salvarci, finirà per affogare il salvabile e il probabile salvatore, nel fiume di merda!









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